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Neurinoma dell’acustico: attuali risultati dell’intervento chirurgico e ruolo della radioterapia

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Negli ultimi 100 pazienti da me operati di Neurinoma dell’acustico (Schwannoma vestibolare), 6 avevano fatto una Radioterapia precedente (4 gammaknife e 2 cyberknife), a due-quattro anni prima. In due casi era stato effettuato un intervento di asportazione parziale precedente. Negli altri nulla.

Lasciare un frammento e poi irradiarlo non ha -secondo la mia esperienza personale- un grande senso:

1. se il frammento è millimetrico e lineare sul facciale e/o sul tronco encefalico allora conviene osservare cosa accade con RMN seriate. Se dovesse ricrescere (solo 2 casi negli ultimi 100 Neurinomi, di cui uno con NF2) si può scegliere se reintervenire chirurgicamente o fare cyberknife.

2. se il residuo è globoso e oltre 1 cm la radioterapia al massimo lo terrà fermo per un pò ma prima o poi, molto probabilmente (soprattutto nei giovani), ricrescerà.

Consiglio la radioterapia solo negli ultra-70enni (o 65enni in precarie condizioni di salute generale) con udito perso socialmente, in quanto ormai sono veramente rari i “pesanti effetti” della chirurgia di ucui si parlava in passato. Sui 100 neurinomi in questione, operati 98% retrosigmoidea e 2% translab, indipendentemente dal volume del neurinoma, le complicanze sono state:

  • Mortalità: zero,
  • Grave morbidità irreversibile: zero
  • Morbidità cerebellare temporanea: <5%
  • Disturbi della deglutizione temporanei:<5%
  • Diplopia temporanea: <5%
  • Deficit facciale permanente (di grado variabile da HBII a HBIV): <9%
  • Deficit facciale parziale e temporaneo (settimane-18mesi): <25%
  • Perdita dell’udito (in coloro che lo avevano “socialmente utile”): <40%

Naturalmente i rischi sono maggiori se maggiore è il diametro massimo del tumore.

Spero che queste informazioni avvicinino I pazienti all’intervento con maggiore serenità, per quanto possibile

Luciano Mastronardi

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